La Corte di Appello di Napoli, con sentenza n. 6159/2025, torna sul rapporto tra consenso informato, diritto all’autodeterminazione e danno risarcibile. La decisione ribadisce un principio rilevante in materia di responsabilità medica: anche quando si contesta un’informazione incompleta o generica, il risarcimento per lesione dell’autodeterminazione non consegue automaticamente. Il paziente — o, come nel caso esaminato, i suoi eredi — deve provare i pregiudizi diversi dal danno alla salute, quali la sofferenza soggettiva o la concreta compressione della libertà di scegliere consapevolmente se sottoporsi al trattamento sanitario.

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